Buggerru

Dove si trova Buggerru e come raggiungere il suo centro abitato

Buggerru (o Bujèrru in sardo), ex centro minerario, è un comune del Sud Sardegna che conta circa 1 000 abitanti. Situato nella costa occidentale della Sardegna, si trova nella sub-regione dell’Iglesiente.

Il piccolo borgo marittimo può raggiungere grazie alla Strada Provinciale 83. Una tra le più belle strade panoramiche che io abbia mai visto.

Sì, come probabilmente saprai, io provengo da questa zona e penserai che sono di parte ma posso dire di aver girato tanto, di aver vissuto in luoghi diversi eppure, ogni volta che la percorro, mi innamoro come se la vedessi per la prima volta.

Questa strada è bella da fare soprattutto in moto e se ti stai dirigendo a Buggerru partendo da Nebida, sono sicura che ti verrà voglia di fermarti in una piazzola di sosta stradale per ammirare un affascinante panorama.

Se invece ti trovi già a Iglesias, probabilmente potresti voler fare un giro più lungo e raggiungere Buggerru passando da via Eleonora (dove si trova il Castello Salvaterra), oltrepassando la diga, superando più di 260 curve (sì, una volta le ho contate), attraversare il comune di Fluminimaggiore e continuare seguendo le indicazioni per Buggerru.

Una volta arrivato, ti accorgerai che il paese è molto caratteristico, le casette sono disposte a ventaglio su una ripida valle posizionata di fronte al mare, esattamente al canale Malfidano.

Buggerru mare e miniere

Buggerru: un po’ di storia

Nato nella seconda metà del 1800, Buggerru ha origini recenti. Demograficamente è cresciuto velocemente con l’apertura delle numerose miniere che circondano l’area. Leggendo i dati, si contano circa 400 abitanti nella seconda metà dell’Ottocento, fino ad arrivare a un picco di quasi 6 000 abitanti all’inizio del ‘900, ma – a causa della chiusura e l’abbandono delle miniere – il paese è stato rapidamente spopolato e, già negli anni ’20, si contavano circa 2 000 presenze in meno fino ad arrivare ai giorni nostri.

All’inizio del ‘900, Buggerru venne ribattezzato petit Paris, questo perché i dirigenti delle miniere e le loro famiglie erano riusciti a creare un piccolo ambiente culturale. Fra questi c’era Achille Georgiades, un dirigente di miniera di origini greche. Venne assunto per dirigere le miniere della Societé des mines de Malfidano di Parigi, la cui sede era proprio Buggerru. In paese furono creati degli spazi culturali come un cinema, un teatro e un circolo riservato alla ristretta élite dei dirigenti della società francese.

A Buggerru, nel 1904, fu inaugurata la prima linea elettrificata della Sardegna, una delle prime in Italia. Era una innovativa ferrovia elettrica destinata al trasporto del minerale dagli impianti di Aquaresi alla vicina costa.

Nello stesso anno ci fu un evento drammatico: l’eccidio di Buggerru del 4 settembre. Se i dirigenti e le loro famiglie, trascorrevano una piacevole permanenza nella “piccola Parigi”, i minatori erano costretti a lavorare in condizioni disumane, spesso vittime di incidenti mortali sul lavoro.

Il 4 Settembre 1904, accadde che l’esercito sparò sulla folla composta da duemila manifestanti, uccidendone tre e ferendone undici. A seguito di questa tragedia, la Camera del Lavoro di Milano proclamò lo sciopero nazionale generale, il primo d’Europa, che si protrasse dal 16 al 21 settembre e al quale aderirono i lavoratori italiani di tutte le categorie.

Costa di Buggerru

Le spiagge di Buggerru

Buggerru è oggi una meta turistica molto ricercata e apprezzata, questo perché è circondato da spiagge favolose. Facilmente si può raggiungere la piccola spiaggia omonima che spunta a destra del porticciolo del paese e in pochi minuti, spostandosi con i mezzi, si possono raggiungere: la spiaggia di Cala Domestica, San Nicolò e Portixeddu.

La spiaggia di Cala Domestica

La spiaggia di Cala Domestica si estende a nord di Masua e a sud di Buggerru. Dal centro abitato di Buggerru, la spiaggia di Cala Domestica dista circa 8 km, non è troppo lontano ma è meglio raggiungere questa bellissima spiaggia con un mezzo di trasporto.

Cala Domestica è un’insenatura sabbiosa profonda e protetta dalle sue scogliere rocciose. La spiaggia conserva antiche rovine, vecchi depositi e alcune gallerie scavate dai minatori.

Infatti, alla sua destra, si trova una piccola galleria che conduce a una cala più nascosta, chiamata la Caletta. La Caletta, è facilmente raggiungibile con una passeggiata a piedi lungo il sentiero dirigerà nella zona più riparata di Cala Domestica.

Le acque sono azzurre e poco profonde, ideali per nuotare e immersi con la maschera per scoprire tutte le meraviglie sottomarine.

La spiaggia è ideale anche per i surfisti che vogliono cavalcare l’onda quando il mare lo consente.

Cala Domestica offre un ampio parcheggio, idoneo anche come area di sosta per i camper.

La spiaggia di Buggerru

Se invece stai cercando una spiaggia raggiungibile a piedi direttamente dall’appartamento, hotel o b&b del paese in cui alloggi, ti consiglio di visitare la spiaggia del paese.

La spiaggia di Buggerru si trova alla destra del piccolo porto ma è bellissima, caratterizzata da acqua azzurra e sabbia dorata e finissima. Ad attirare gli amanti degli sport acquatici è il fondale alto e il vento che rende possibile praticare surf o windsurf in diversi periodi dell’anno.

La spiaggia di San Nicolò

San Nicolò è una spiaggia che potrebbe sorprendere chiunque la veda per la prima volta. La sabbia è finissima e soffice, l’acqua è fredda e trasparente. Il fondale è alto e quando il vento soffia forte, decine di surfisti raggiungono questo litorale per divertirsi o allenarsi.

Una spiaggia davvero suggestiva e poco affollata, anche per questo motivo ti potresti trovare in un contesto a tratti selvaggio.

Altamente sconsigliato sfidare il mare mosso in queste zona, in molti, soprattutto turisti, sottovalutano la potenza del mare e delle sue correnti, portandoli talvolta alla morte.

Detto ciò, ho trascorso in questa costa la mia infanzia e i ricordi più belli e divertenti li associo a questa parte della Sardegna.

La spiaggia di Portixeddu

La spiaggia di Portixeddu (in italiano “piccolo porto”) si trova nel Sud Ovest della Sardegna, a metà strada tra il Sulcis e la bellissima Costa verde. Fa parte del comune di Buggerru ma prende il nome dall’omonima località di mare, frazione del comune di Fluminimaggiore.

La spiaggia di Portixeddu è tagliata a metà da una foce del ruscello, ecco perché la spiaggia viene chiamata anche Rio Mannu. È curioso notare come la natura sposti di anno in anno il ruscello per ricordarci, ancora una volta, che è l’uomo che si deve adattare al suo volere.

Dalla piazza del piccolo borgo turistico di Portixeddu si può ammirare la distesa di spiaggia, lunga circa 2 km. Tutto l’ambiente circostante ricorda una spiaggia selvaggia: a destra un mare dalle acque cristalline e pulite, a sinistra le piccole dune e poi la pineta, ai vostri piedi una piccola scogliera che sembra quasi raccogliere l’acqua trasparente in una piccola piscina naturale.

In questa spiaggia è bello passeggiare nel bagnasciuga sia durante l’alba che al tramonto. Anche la spiaggia di Portixeddu è una meta molto battuta dai surfisti, soprattutto quando il maestrale soffia forte e le onde diventano fonte di divertimento per gli appassionati.

Buggerru

Che cosa vedere a Buggerru

Oltre il centro abitato e il suo porticciolo, consiglio di fare un’escursione per vedere la Grotta Azzurra e i faraglioni di punta Nido dell’Aquila. Mentre, per riscoprire la vita in miniera, si può visitare la Galleria Henry.

La Galleria Henry

La galleria Henry prende il nome dal dirigente francese della società Anonime des Mines de Malfidano, la quale realizzò la galleria.

Oggi un punto di interesse, raggiunto da centinaia di turisti ogni anno, un tempo luogo di sfruttamento sia del territorio che delle risorse umane.

La galleria Henry fu realizzata nella seconda metà dell’Ottocento per il trasporto dei minerali dalla miniera di Pranu Sartu alla laveria di Buggerru.

Durante la mia visita alla galleria ho attraversato per circa un chilometro la falesia che si affaccia sul mare.

All’inizio della visita, siamo saliti a bordo del trenino elettrico, mentre alla fine abbiamo percorso pedonale a strapiombo sul mare, esattamente a 50 metri sopra il livello del mare. Forse è inutile precisare che lo scenario è a dir poco pazzesco!

Oltre la vista mozzafiato, potrai apprezzare attraverso l’olfatto, diversi profumi che provengono sia dal mare che dalla vegetazione.

Durante la visita ti parleranno di un’attività estrattiva iniziata nel 1865, per poi sfociare in una inaspettata rivoluzione industriale. Dove semplici pescatori divennero dei minatori improvvisati. Uomini costretti a lavorare molte ore al giorno per pochi soldi e in scarse condizioni di sicurezza.

Nonostante ciò, la Galleria Henry come la Galleria di Porto Flavia, sono ricordate per una opera d’ingegneria all’avanguardia. Questo dovuto soprattutto all’utilizzo di una locomotiva a vapore già alla fine del XIX secolo. Questo mezzo consentiva di trasportare i minerali grezzi dai cantieri sotterranei alle laverie limitrofe e, infine, i minerali ripuliti venivano imbarcati su battelli grazie ai piccoli porti vicini.

Come arrivare alla Galleria Henry

La galleria Henry è raggiungibile solo a piedi. Una volta arrivati nel paese, magari nella parte centrale, vicino alla piazza principale, consiglio di cercare un parcheggio per il mezzo di trasporto. Da lì in poi un percorso dove potrai ammirare Buggerru, il mare e il porto. Il panorama che vedrai all’andata è solo un antipasto di quello che vedrai all’interno della visita. Per comprare i biglietti online puoi cliccare qua!

Se sei arrivato fino a qua, ti ringrazio! A questo punto, ti chiedo di farmi sapere tra i commenti se conoscevi Buggerru, la sua storia e se hai avuto modo di visitarlo in passato o se vorresti visitarlo dopo aver letto questo articolo.